Sempre le stesse note nella mia testa ma la musica ogni tanto cambia e la testa vola e non ci stai dietro ai pensieri e la cosa più difficile al mondo è trovare una risposta alla apparentemente semplice domanda “Che pensi?”.
E così trovi un fiume che dolce ti trasporta verso il mare, e così trovi il mare che ti culla verso sogni silenziosi.
Perché tante parole sono belle, ma certi silenzi fanno altrettanto effetto, soprattutto quando c’è l’odore del mare che viene a prenderti, figli delle stelle coperte dalle nuvole, o coperti dal telo da mare, però una stella cadente che tu vedi lo stesso perché le stelline anche coperte mica ti deludono, però qualcuno vede i fulmini cadenti che fanno un po’ lo stesso, se guardi con la fantasia.
Provo a stringere, quello che spesso non riesco a trattenere.. e scivola via, il mare e il suo cullare.
Come una magia, ma delicata.. tutto qua.
“Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non da risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama. Lo scoprirai …Non fa altro, in fondo, che questo:chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente, li sentirai chiamare. Succede in questo purgatorio di sabbia. Succederebbe in qualsiasi paradiso, e in qualsiasi inferno.
Senza spiegarti nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.”
"Oceano mare"
Parole, parole e parole.. riempire le giornate con le parole, pagine, libri e sogni di mare.
Parole silenziose, gridate, parole a caso, parole intriganti, veloci, sbadate. Parole pensate, spontanee e catturate. Parole libere, parole lunghe, parole in macchina, parole sottolineate.
Parole giuste, sbagliate insieme a parole confuse.
E quindi unirle e parlare o pensare, quando è il senso a prevalere sul significato, economia di parole.
E allora parlare.. alle stelle, al mare, al fuoco.. parlare a qualcuno, parlare di te, degli altri che rispecchiano te, dell’impossibile e dell’improbabile.. “storie a fiumi e l’immane repertorio di ciò che potrebbe essere, squarcio infinito, ferita meravigliosa, sentiero di passi a migliaia dove nulla potrà essere vero ma tutto sarà”.
Parlare di libri, parlare di idee, parlare di notte, di giorno.. parlare nel mentre, parlare, forse troppo.
E poi tacere. Portiera. Cancello. Notte. Ciao.
Stelle e letto, e sognare e pensare alle parole dimenticate.
Confusione. Entropia, legge universale.. chi sono io per oppormi.
<<... "No, tutti devono imparare, nessuno nasce sapendo già le cose. Walter è inteligentissimo, soltanto rimane indietro perchè a volte deve andare nei campi ad aiutare suo padre, ma è in gamba lo stesso. No, Jem, io credo che la gente sia di un tipo solo: gente, e basta!"....
"E' quel che pensavo anche io quando avevo la tua età, ma se gli uomini sono di un tipo solo, come ti spieghi che non vanno mai d'accordo con loro? Se sono tutti uguali, perchè passano la vita a disprezzarsi a vicenda? Comincio a capire una cosa Scout: sai perchè Boo Radley è rimasto chiuso in casa tutto questo tempo? Perchè vuole starci dentro"...>>
di Harper Lee
Erano le 15:44 del venerdì, 13 giugno 2008
quando
StellaAG, aveva qualcosa da scrivere su:
letture |
link |
Tu cosa hai da dire al riguardo??
commenti
"E' stato dimostrato che il genere umano abbia sofferto quattro forti attacchi al suo esaltato concetto di sé.
Per prima cosa, Copernico dimostrò che non siamo al centro dell'universo, ma che siamo solo una delle specie su uno dei pianeti che girano in torno al sole.
Quando gli esseri umani erano convinti di costruire una specie privileggiata e separata de tutti gl'altri animali, Darwin suggerì che siamo poco più che scimmie senza peli.
Dopo Darwin, gli umani si vantarono di essere diversi dagli altri animali grazie al ragionamento e alla coscienza, finchè Freud non argomentò che ragione e coscienza sono una sottile patina e che sotto la superfice le nostre motivazioni primarie sono le stesse che dirigono gli altri animali (Freud 1925).
Dopo Freud, che cosa è rimasto di unicamente umano?
Un difensore della specie potrebbe argomentare che il modo in cui pensiamo ci rende tuttora speciali. Chi altri potrebbe creare un sillogismo, risolvere equazioni differenziali o inviare un'astronave nello spazio? Nessuno, eccetto naturalmente un computer.
Forse alla fine scopriremo che ciò che distingue gli essere umani dalle altre specie non sono le passioni, che condividiamo con altri animali, nè la capacità di compiere calcoli complessi, che abbiamo in comune con i computer.
La conquista principare dell'intelletto umano potrebbe essere allora la capacità di collegare passione e ragionamento nel perseguire i nostri scopi."
Bè a me ha fatto riflettere molto...
Giusto ieri, mentre studiavo, pensavo a come la mia vita fosse segnata da partenza, viaggi, andate, ritorni, permanze... non solo fisiche e vere proprio ma sopratutto metaforicamente.
Sono qui da tre giorni a casa di Ornella, forse domani l'ultimo giorno (mi ci stavo così abituando bene), fra un pò mi metto a studiare però intanto mi lascio cullare dalla canzone della colonna sonora del favoloso mondo di amelie, che non so perchè in me suscita un pò tutto.
Allegria e tristezza, passione e calma... mi scuote dentro, non so perchè non è legata a nessun ricordo in particolare però questa melodia mi fa sentire parecchio strana, rilassata e tesa allo stesso momento.
Non so spiegarvi.
Ma soprattutto oltre a non saper spiegarvi non so neanche dove voglio andare a pare con questo post.
Sto qua che volevo scrivere mille cose e non ho scritto niente.. ma vi pare???
Che periodo comunque... sempre oscillando sul quel filo di equilibro, ma questo è l'anno mio ce ne vuole per farmi cadere.
Ma che equilibrio.. io sono proprio squilibrata
e faccio le orecchie da mercante!
Un altro pezzo da "Ti prendo e ti porto via" :
"La cosa, si disse, sarebbe passata perchè nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più difficile che ti sembra impossibile superare le superi, e in un attimo te le trovi dietro alle spalle e devi andare avanti.
Nuove cose ti aspettano."
"E' così. Non è un presentimento. Non è un sospetto. E' così.
(Perchè?)
Perchè è così.
Certe cose si sanno e non ha nessun senso chiedersi il perchè"
Niccolò Ammaniti
Ti prendo e ti porto via
Erano le 13:49 del venerdì, 29 febbraio 2008
quando
StellaAG, aveva qualcosa da scrivere su:
letture |
link |
Tu cosa hai da dire al riguardo??
commenti (2)
Io penso che la vita è una molto triste buffoneria, perché abbiamo in noi, senza poter sapere né come né perché né da chi la necessità di ingannare di continuo noi stessi con la spontanea creazione di una realtà (una per ciascuno e non mai la stessa per tutti) la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria. Chi ha capito il giuoco, non riesce più a ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Così è.
Luigi Pirandello, Lettera autobiografica
Erano le 17:44 del sabato, 19 gennaio 2008
quando
StellaAG, aveva qualcosa da scrivere su:
letture |
link |
Tu cosa hai da dire al riguardo??
commenti
"Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l’invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici. Quando una persona cara ci dà un libro da leggere, la prima cosa che facciamo è cercarla tra le righe, cercare i suoi gusti, i motivi che l’hanno spinta a piazzarci quel libro in mano, i segni di una fraternità. Poi il testo ci prende e dimentichiamo chi in esso ci ha immersi: tutta la forza di un’opera consiste proprio nel saper spazzare via anche questa contingenza! (…) Eppure, con il passare degli anni, accade che l’evocazione del testo faccia tornare alla mente il ricordo dell’altro: alcuni titoli sono allora di nuovo dei volti".
Daniel Pennac
Erano le 16:14 del lunedì, 03 dicembre 2007
quando
StellaAG, aveva qualcosa da scrivere su:
letture |
link |
Tu cosa hai da dire al riguardo??
commenti (5)
I bambini sono di sinistra. Di sinistra, sì, nessun dubbio. Non soltanto per i pugnetti stretti in segno di protesta.
I bambini sono di sinistra perché amano senza preconcetti, senza distinzioni.
I bambini sono di sinistra perché si fanno fregare quasi sempre. Ti guardano, cacci delle balle vergognose e loro le bevono, tutti contenti. Sorridono, si fidano. Bicamerale! Sì, dai!
I bambini sono di sinistra perché stanno insieme, fanno insieme, litigano insieme. Insieme, però.
I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos'è la destra piangono.
I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos'è la sinistra piangono lo stesso, ma un po' meno.
I bambini sono di sinistra perché a loro non serve il superfluo.
Sono di sinistra perché le scarpe sono scarpe, anche se prima o poi delle belle Nike o Adidas o Puma, o Reebok, o Superga gliele compreremo. Noi siamo No-Logo, ma di marca!
I bambini sono di sinistra malgrado l'ora di religione obbligatoria.
I bambini sono di sinistra grazie all'ora di religione obbligatoria.
I bambini sono di sinistra perché comunque, qualsiasi cosa tu gli dica che assomigli vagamente a un ordine, fanno resistenza. Ora e sempre.
I bambini sono di sinistra perché occupano tutti gli spazi della nostra vita.
I bambini sono di sinistra perché fanno i girotondi da tempi non sospetti.
I bambini sono di sinistra perché vanno all'asilo con bambini africani, cinesi o boliviani, e quando il papà gli dice "vedi, quello lì è africano", loro lo guardano come si guarda una notizia senza significato.
I bambini sono di sinistra perché quando si commuovono piangono, mentre noi adulti teniamo duro, non si sa bene perché.
I bambini sono di sinistra perché se li critichiamo si offendono. Ma se li giudichiamo non invocano il legittimo sospetto, e se li condanniamo aspettano sereni l'indulto che prima o poi arriva: la mamma, Ciampi, il Papa.
I bambini sono di sinistra perché si fanno un'idea del mondo che nulla ha a che fare con le regole del mondo.
I bambini sono di sinistra perché se gli metti lì un maglioncino rosso e un maglioncino nero scelgono il rosso, salvo turbe gravi - daltonismo o suggerimento di chi fa il sondaggio.
I bambini sono di sinistra perché Babbo Natale somiglia a Karl Marx. Perché Cenerentola è di sinistra, perché Pocahontas è di sinistra. Perché Robin Hood è di Avanguardia Operaia e fa gli espropri proprietari.
I bambini sono di sinistra perché hanno orrore dell'orrore. Perché di fronte alla povertà, alla violenza, alla sofferenza, soffrono.
I bambini sono di sinistra perché il casino è un bel casino e perché l'ordine non si sa cos'è.
I bambini sono di sinistra perché crescono e cambiano.
I bambini sono di sinistra perché tra Peter Pan e Che Guevara prima o poi troveranno il nesso.
I bambini sono di sinistra perché, se ce la fanno, conservano qualcosa per dopo. Per quanto diventa più difficile, difficilissimo, ricordare di essere stati bambini. Di sinistra, poi.
Claudio Bisio