"Il buio oltre la siepe" di Harper Lee
SUL COMODINO..
"Fango" di Niccolò Ammaniti
Devo dire che mi sto abituando alla vita romana… insomma ci sono tante piccole cose, piccole differenze che se proprio non ci vivi non le cogli, tante cose che mi fanno proprio un effetto positivo, altre che ti infastidiscono ma che poi piano piano rientrato nella normalità, nell’abitudine…
Tanti piccoli dettagli che devo dirla tutta mi piacciono un sacco.. come cominciare ad intuire i movimenti di quelli del piano di sopra, che non hanno volti, ma riconosci i loro spostamenti.. ed il figlio che usa msn.. il letto quando lo aprono (che fanno un bordello), quando litigano per il bagno.. poi da qui in camera vedo il palazzo di fronte e posso vedere praticamente la tv di quello del palazzo di fronte ora per esempio sta guardando “la vita in diretta”… poi le luci degli appartamenti che mano a mano si accendono.. il cane di sotto che ulula.. quando le persone aspettano che arrivi e ti lasciano il portone aperto.. i mille buongiorno/buonasera di cortesia che dai e ricevi quando esci di casa… l’ascensore che sta sempre al nono piano (ci credo.. mica possono farsela a piedi)…poi in un palazzo anche nella notte non c’è mai il silenzio o il buio totale.. almeno non nel mio.
Poi bho, non so che cosa sia (forse il fatto di abitare normalmente in una casa dove posso giusto vedere mia zia che spazza le scale di casa) però mi piace affacciarmi alla finestra e osservare la “vita”.
