"Il buio oltre la siepe" di Harper Lee
SUL COMODINO..
"Fango" di Niccolò Ammaniti
Scusate la lunga assenza.. ma con questo caldo il mio cervello ha difficoltà a collaborare ed allora ne faccio un utilizzo ragionato.. cioè quando devo studiare.
Infatti di cose ce ne sarebbero da raccontare nonostante la mia vita da reclusa per via degli imminenti esami.. però la sera si esce e un giorno siamo riusciti a farci scappare anche una giornata al mare.
Però non vedo l’ora di entrare nel pieno della vera estate, cioè quella in cui non sono vincolata a rimanere incollata ad una sedia.. a proposito di incollare stamattina sono rimasta incollata con la ciabatta nella classica trappola dei topi, che schifo.. meno male che erano ciabatte vecchie perché ora sono solo da buttare. Capitano tutte a me.
Mi manchi.
Sarebbe giusto dire che mi manchi?
No non lo sarebbe e quindi non lo dico. Perché lo sappiamo che in fondo non è neanche vero.
Però ora mi manchi, ci penso, ora non più.
E stanotte l’ho sognato.. bellissimo, uno sguardo forse due, è tornoato, mi ha chiesto il numero.
Ed io che non ci credevo che un ragazzo che mi incontrava per strada, tornasse indietro e facesse questo atto di coraggio con una sconosciuta.
Però era un sogno e tu mi hai risposto:
“Per avere qualcosa che non hai mai avuto devi fare qualcosa che non hai mai fatto”.
E non ti conosco, non ti conosco ancora o forse ti conosco da sempre.
E se ti ho incontrato non ti ho riconosciuto.
Ma mi manchi.
Sono molto stanca.
Questo week-and uscita di Co.Ca non prendetevela a male.. sta per comunità capi, che non è una comunità di tossico dipendenti ma di alcolisti anonimi.. ovvero capi scout.
Ovviamente faccio dell’umorismo che probabilmente dal blog non mi riesce tanto bene, ma chi per caso si fosse imbattuto in noi in questi due giorni certo non ci avrebbe scambiato per gente normale.
Ci siamo divertiti come pochi, poi non siamo tutti ragazzi, ma i capi del mio gruppo vanno da una fascia di età da me (che sono al più piccola) ai 50 e passa.. e dovete vedere che gruppo di matti.
Veramente lavorare con i ragazzi è divertente ma starsene così tra capi è il massimo (e uno nemmeno lo direbbe).
Sono stata proprio bene, a parte alcuni momenti però quando una è rassegnata a farsi guidare dalle proprie passioni a certe cose ci passa su e lascia decidere agli altri anche perché la mia scelta è anche questa; poi quello che amo fare lo so e non mi interessa molto il dove e come, mi basta continuare a crederci… forse certi sforzi di quest’anno non sono stati compresi (forse da qualcuno si e di loro mi importa e anche parecchio) ma pazienza e andiamo avanti, del resto non sono stata mai una che ha dato importanza a certi giudizi soprattutto provenienti da persone di poco conto… so che ci sono persone che si fidano ciecamente di me e della loro fiducia che mi importa.. il resto è nulla.
Lo sguardo di certe persone sono lo specchio di quello che sei e di quello che lasci al tuo passaggio.
Ed anche certi abbracci.
E non importa di quelli che anche con gli spintoni provano a tirarti giù.
Ieri l’occasione della partita della Nazionale sono tornata (dopo addirittura una settimana di assenza) nella capitale.. ora stendiamo un velo pietoso sulla partita… anche se noi per una bella serata ci eravamo organizzati, non mancava proprio niente.. solo l’entusiasmo finale si è andato un po’ a farsi un giro (per essere fini).
Oggi invece giornata di tutt’altro stampo.. la mattina sveglia presto, perché
Il programma in poche parole era di andare a farci una passeggiata a Villa Ada (posto di cui fino a poche ore fa ignoravo l’esistenza) prima però ci sentivamo per telefono e ci mettevamo d’accordo sul dove proprio vedersi perché comunque lui ad un orario non ben precisato sarebbe andato lì.
Perfetto.. perfetto un corno.. perché il cellulare un po’ di tempo fa ha deciso di bloccarsi e è stato si prontamente sostituito con quello vecchio.. ma a quello vecchio mancano tutti i numeri di un anno a questa parte… e quindi vi lascio immaginare quello che ho potuto combinare per rintracciare tra San Lorenzo e Villa Ada il mio amico.
Ho fatto tremila giri, che comprendono sotto la sua casa, quella di un suo amico e il parco.. il parco che nella sfortuna ho trovato un vecchietto che mi ci ha portato proprio all’entrata…il parco che me lo sono girato quasi tutto andando a rompere le scatole ogni ragazzo che mi sembrava lui.. li puntavo proprio.. alla fine meno male, mi ha chiamato.
Però devo dire che il posto era proprio bello e tutto questo girare ne è valsa la pena, molto rilassante.. il sole, il verde, poi diciamocelo un pomeriggio di relax ci vuole ogni tanto e sono stata proprio bene quelle due orette a ridere e chiacchierare sdraiata sotto il sole (visto che un po’ di colore non fa mia male).
Poi come ho trovato scritto (mentre lo sfogliavo) tra una pagina di appunti e l’altra nel quaderno chr mi ha prestato Valerio per un esame: “dobbiamo essere sempre felici… così senza motivi particolari” ed io forse questa cosa me la stavo un po’ scordando e pensare che a scriverla sopra il suo quaderno sono stata proprio io.
E’ stata proprio una bella giornata… thanks!
Oggi appunto pensando a tutti gli errori di valutazione che commetto ogni volta che cerco di capire gli altri, ho cercato di immaginare come gl’altri mi vedono e se rispecchia…
Però non se rispecchia quello che sono in realtà ma quello che io penso che gli altri vedano; non so se mi sono spiegata.
Non so come mi vedete… come mi vedete??? Forse è li che sbaglio quando mi rapporto con le persone oppure quando qualcuno delude le mie aspettative.
Penso che il capitolo del libro di psicologia sociale intitolato; “Il sé: come ci formiamo un’idea di noi stessi, la negoziamo con gli altri e regoliamo la nostra condotta” abbia un tantino influenzato questo post, ma giusto un pochino.
Torniamo a me.. come se si parlasse mai di altro… oggi giornata un po’ così… e continuo sempre a pensare che io sbaglio le tempistiche con le persone.. non sono io ad essere sbagliata o gli altri.. ma è il tempo che non và, è il tempo ad essere sbagliato.
Lo studio della psicologia e in particolare ora lo studio della psicologia sociale mi mette in testa pagina dopo pagina una marea di domande.. e più vado avanti e più scopro l’esattezza della complessità della mente umana.
E su frasi del tipo: “noi vediamo le cose non come esse sono, ma vediamo le cose come noi siamo” e “La verità di un’idea dipende dalle conseguenze pratiche di essa: un’idea è “vera” se funziona.” Ci sto troppo tempo a pensare.
Però è così, certe volte vorrei riportavi brani interi di cose che leggo e le mie riflessioni, ma qua devo concentrarmi sullo studio e non posso disertare così allegramente con le mie fantasticherie.
Ieri ultima giornata di lavoro alla Mondatori, che è stata la perla finale di un fine settimana (si ci aggiungo anche il lunedì perché era festa) oltremodo rappresentativo dello stile di vita che faccio.
Infatti il sabato sera alle 21e30 con i più grandi del mio reparto siamo saliti su in Sempreviva (si di notte e di sabato) un’esperienza bella, camminare di notte con le torce e nei tratti senza alberi abituare la vista al notturno chiarore stellare è fantastico, come fantastico è alzare gl’occhi all’insù e vedere sempre le mie amate stelline.. meno fantastico è stato sono andata a nanna (in tenda) alle
Vabbè vi ho tediato abbastanza con le mie lamentele però qualcuno mi potrebbe obbiettare.. hai voluto la bicicletta… però la mia più che una bicicletta si sta rivelando un risciò a 8 posti da portare da sola.
Sta sera, forse, una serata solo per me.. vado al cinema a vedere Sex and the city, poi se il tempo (inteso come quello che trascorre) me lo permette vorrei vedermi anche “il divo”.
Vedremo.