"Il buio oltre la siepe" di Harper Lee
SUL COMODINO..
"Fango" di Niccolò Ammaniti
Eccomi qua.. sono tornata..
In realtà il mio rientro è stato 4 giorni fa.. ma proprio non ho avuto tempo di scrivere, galeotto fu il ferragosto e il riabituarsi alla vita di tutti i giorni.
Certo non è facile, dopo un campo di reparto bellissimo e una vacanza in Sardegna stupenda.. per poi non aggiungere il ferragosto insolito a Ventotene… vorrei scrivere un post per queste 3 cose, più per me che per gl’altri perché il mio blog è anche un diario da sfogliare, però sono post che richiedono tempo ed averveli tutti e tre nella testa ma poterli scrivere uno alla volta non è facile.
Per adesso mi accontento di quello che viene.. scriverò pian piano.. quasi un mese di assenza non è facile da riassumere anche perché sono abituata a scrivere poco dopo i fatti.
Piano piano qualcosa la butterò giù.. per adesso fatemi scrivere solo che, come ha ben sgamato l’anonimo, sono tornata.
Sempre le stesse note nella mia testa ma la musica ogni tanto cambia e la testa vola e non ci stai dietro ai pensieri e la cosa più difficile al mondo è trovare una risposta alla apparentemente semplice domanda “Che pensi?”.
E così trovi un fiume che dolce ti trasporta verso il mare, e così trovi il mare che ti culla verso sogni silenziosi.
Perché tante parole sono belle, ma certi silenzi fanno altrettanto effetto, soprattutto quando c’è l’odore del mare che viene a prenderti, figli delle stelle coperte dalle nuvole, o coperti dal telo da mare, però una stella cadente che tu vedi lo stesso perché le stelline anche coperte mica ti deludono, però qualcuno vede i fulmini cadenti che fanno un po’ lo stesso, se guardi con la fantasia.
Provo a stringere, quello che spesso non riesco a trattenere.. e scivola via, il mare e il suo cullare.
Come una magia, ma delicata.. tutto qua.
“Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non da risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama. Lo scoprirai …Non fa altro, in fondo, che questo:chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente, li sentirai chiamare. Succede in questo purgatorio di sabbia. Succederebbe in qualsiasi paradiso, e in qualsiasi inferno.
Senza spiegarti nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.”
"Oceano mare"
Perché me lo sarei dovuta aspettare, già rimettere a posto la mia libreria con annessa cameretta è un’impresa epica, che non te la spicci facile con un’oretta, perché non solo è un casino di cose, ma quando comincio a toccare libri, quaderni e annessi vari diventa tutto complicato.
Perché? Perché ve lo spiego io.. non c’è libro da cui non escano foglietti scritti da me, non c’è quaderno che non contenga pezzi di vita, ricordi, amori, canzoni.. libri sottolineati che scorri per ricordarti il perché della sottolineatura.. per non parlare delle agendine che sono una sorta di diari segreti criptati..
E un foglietto che una qualsiasi persona normale butterebbe ti ricorda qualcosa e non si butta, poi ci perdo troppo tempo, per decidere, riflettere e mi viene da fare altre mille cose (connesse) ma che con la “pulizia” della libreria proprio non c’entrano nulla.
Come lasciare il ricordo su qualche altro libro delle giornate passate, ma per fortuna che da qualche anno ho il blog :D
Ed ho cose concrete da fare, con la testa che non fa che sognare.
Chi l’ha detto che essere pendolari è brutto, io non l’ho mai pensato, forse è un po’ scomodo ma neanche così tanto.. poi vuoi mettere le relazioni sociali che si instaurano nel viaggio in treno, gli incontri che si fanno, i vecchi amici che rivedi, le chiacchierate che ti sorprendono, i ripassi dell’ultimo minuto, le chiamate che non ci senti un tubo ma che il capo treno sente benissimo quello che dici per quanto urli.
Io ai viaggi in treno debbo molto, si sono debitrice e penso/spero che il mio debito continuerà a salire.
Gli devo l’inizio della scoperta dell’amore impossibile ma comunque vero, gli devo l’incontro con la passione su un Eurostar, gli devo gli incontri/scontri con i passeggeri della mia vita, gli devo i momenti con la musica alle orecchi a sognare, gli devo che stamattina ho fatto il viaggio di andata con uno dei ragazzi più belli che conosco (e ne conosco), gli devo i saluti per le partenze, ed anche le lacrime a la rincorsa salutando un treno che se ne và, gli devo io che la vedo correre, gli devo i sonnellini sognatori, gli devo la frenesia di arrivare… insomma sono o non sono debitrice??
Ma in realtà sono io, che mi basta poco per essere felice, ed in ogni dettaglio ci vedo un mondo.
Se volete sorpendermi, aspettatemi su un treno ;)
P.S. Bè comunque il biglietto l’ho sempre pagato… pure tanto.
Update (10-07-2008): vivaaaaa il trenooooo, Oggi l'ultimo viaggio per l'ultimo esame.. e come sempre non mi ha deluso XD ed ora mareeeeee, che giornata stupenda!
..e quando muovi l’acqua le luci riflettono sul mare, miliardi di stelline subacque.. e quando alzi lo sguardo rivedi quello stesso effimero spettacolo, che sempre ti accompagna.. unica cornice insostituibile.
La perfezione sfugge, la puoi sfiorare per attimi o secondi ma non ci appartiene e le tue parole mi risuonano dentro piccola mia “le cose belle non ci appartengono mai fino in fondo” ed in fondo è anche bello così.
Vorrei trovare parole adatte per descrivere quello che è successo in questi giorni, ma è giusto non trovarle, perché certe cose rimangono nei cuori di quelli che rimangono mentre c’è chi vola via.
Scusate la lunga assenza.. ma con questo caldo il mio cervello ha difficoltà a collaborare ed allora ne faccio un utilizzo ragionato.. cioè quando devo studiare.
Infatti di cose ce ne sarebbero da raccontare nonostante la mia vita da reclusa per via degli imminenti esami.. però la sera si esce e un giorno siamo riusciti a farci scappare anche una giornata al mare.
Però non vedo l’ora di entrare nel pieno della vera estate, cioè quella in cui non sono vincolata a rimanere incollata ad una sedia.. a proposito di incollare stamattina sono rimasta incollata con la ciabatta nella classica trappola dei topi, che schifo.. meno male che erano ciabatte vecchie perché ora sono solo da buttare. Capitano tutte a me.